Il respiro è il ponte tra corpo e mente. Eppure, spesso è anche uno degli aspetti più trascurati e meno compresi. Molti praticanti si concentrano sulle posizioni, sulla flessibilità o sull’equilibrio, dimenticando che è proprio il respiro a dare vita alla pratica.
Tra tutte le tecniche respiratorie dello yoga, il respiro Ujjayi è probabilmente la più importante. Infatti, oltre ad aiutarti a mantenere la concentrazione durante la meditazione, una volta che lo padroneggi, puoi usarlo durante tutta la pratica, per renderla più fluida e per coltivare la tua presenza mentale.
Se stai iniziando a praticarlo, non preoccuparti che ti sembri poco naturale: è perfettamente normale. Come ogni abilità, richiede solo un po’ di pazienza e costanza.
In questa guida scoprirai come eseguire correttamente il respiro Ujjayi, gli errori più comuni da evitare e un semplice esercizio per iniziare a padroneggiarlo fin da subito.
Indice dei contenuti
- Cos’è il respiro Ujjayi?
- Perché vale la pena impararlo?
- Come fare il respiro Ujjayi in 5 passaggi
- Come capire se lo stai facendo bene
- I 5 errori più comuni
- Un esercizio di 3 minuti
- Un consiglio pratico
- Conclusione

Cos’è il respiro Ujjayi?
Nella tradizione yogica l’Ujjayi viene spesso chiamato “il respiro vittorioso” o “il respiro del vittorioso”
Il termine deriva dal sanscrito:
- Ud, che significa elevare o espandere;
- Jaya, che significa vittoria.
Ma non si tratta della vittoria sugli altri. È la vittoria sulla distrazione, sull’agitazione mentale e sul respiro inconsapevole… una vittoria su sè stessi insomma.
Dal punto di vista pratico, il respiro Ujjayi consiste in una respirazione lenta e regolare eseguita esclusivamente dal naso, accompagnata da una leggera costrizione della glottide. Questa crea un suono morbido e continuo, simile al rumore delle onde del mare o a un vento leggero.
Il suono, però, non è l’obiettivo della tecnica: è semplicemente il segnale che stai respirando nel modo corretto. Non deve essere forte, forzato o affannoso. Deve risultare naturale, rilassato e costante.
Perché vale la pena impararlo?
Con una pratica costante il respiro Ujjayi può aiutarti a:
- migliorare la concentrazione;
- rendere i movimenti più fluidi;
- ridurre lo stress;
- aumentare la stabilità negli asana;
- evitare di trattenere inconsapevolmente il respiro durante gli esercizi.
La cosa più importante da ricordare è che non serve padroneggiarlo subito. Più lo pratichi, più diventerà naturale.

Come fare il respiro Ujjayi in 5 passaggi
1. Siediti comodamente
Trova una posizione stabile con la schiena dritta ma rilassata. Appoggia le mani sulle ginocchia e chiudi gli occhi per ridurre le distrazioni.
2. Respira lentamente dal naso
Prima ancora di cercare il famoso suono, osserva semplicemente il tuo respiro. Rendilo lento, regolare e senza sforzo.
3. Immagina di appannare uno specchio
Apri leggermente la bocca ed espira come se volessi appannare un vetro davanti a te.
Memorizza quella sensazione nella gola.
Ora chiudi la bocca e ripeti lo stesso movimento respirando dal naso.
Quella lieve costrizione della gola è il cuore del respiro Ujjayi.
4. Mantieni il suono anche durante l’inspirazione
Quando hai trovato la giusta sensazione, prova a mantenerla sia mentre inspiri sia mentre espiri.
Il suono deve essere morbido, continuo e appena percettibile.
5. Allunga gradualmente il respiro
Non cercare subito inspirazioni lunghissime.
Lascia che sia la pratica quotidiana ad allungare naturalmente il ritmo del respiro.
Come capire se lo stai facendo bene
Probabilmente sei sulla strada giusta se:
✅ respiri esclusivamente dal naso;
✅ il suono è delicato e continuo;
✅ il viso e le spalle rimangono rilassati;
✅ non avverti tensione nella gola.
Se invece senti fastidio, hai male alla gola o ti manca il fiato, probabilmente stai contraendo troppo la glottide.
I 5 errori più comuni
Dopo tanti anni di pratica, sento di poter riassumer gli errori più comuni in 5:
1. Cercare un suono troppo forte
L’Ujjayi dovrebbe essere percepito principalmente da te, non da tutta la sala.
2. Stringere eccessivamente la gola
La costrizione deve essere minima. Se senti tensione, alleggeriscila.
3. Respirare troppo velocemente
Il beneficio dell’Ujjayi nasce proprio dalla lentezza e dalla continuità del respiro.
4. Sollevare le spalle a ogni inspirazione
Lascia che sia il diaframma a guidare il movimento del respiro, mantenendo spalle e collo rilassati.
5. Voler essere perfetti subito
È normale impiegare giorni o settimane prima che il respiro diventi naturale. Concediti il tempo di imparare.
Un esercizio di 3 minuti
Dedica a questo esercizio solo tre minuti al giorno.
Primo minuto: osserva il tuo respiro senza modificarlo.
Secondo minuto: aggiungi la leggera costrizione della gola e ascolta il suono dell’Ujjayi.
Terzo minuto: muovi lentamente le braccia sincronizzando ogni inspirazione e ogni espirazione con il movimento (sollevale all’inspirazione e riportale giù mentre espiri).
Se riesci a mantenere un respiro lento e regolare anche mentre ti muovi, sei già a un ottimo punto.
Un consiglio pratico
Uno degli errori più comuni è cercare di “fare il rumore giusto”.
In realtà il suono non è il tuo obiettivo.
Concentrati invece su un respiro lento, continuo e rilassato. Quando la tecnica sarà corretta, il suono emergerà spontaneamente, senza alcuno sforzo.
Conclusione
Il respiro Ujjayi è una delle abilità più preziose che puoi sviluppare nella pratica dello yoga. Non perché sia difficile, ma perché ha il potere di trasformare completamente il modo in cui vivi ogni asana.
Dedicagli pochi minuti ogni giorno, senza fretta e senza cercare la perfezione. Nel giro di qualche settimana noterai un respiro più calmo, movimenti più fluidi e una presenza mentale sempre maggiore.
Ed è proprio questo il vero significato del “respiro vittorioso”: non fare di più, ma imparare a essere pienamente presente in ogni respiro.











